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La Parola di oggi Riduci
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Domenica delle palme Riduci

La Settimana Santa e la Pasqua celebrata in casa.

Per la situazione di emergenza che stiamo attraversando, quest’anno non sarà possibile celebrare la Pasqua insieme, in chiesa, nella comunità. Ma non possiamo non celebrare la Pasqua! È il cuore della nostra fede! Anzi, proprio in questa situazione difficile, è ancor più necessario per noi cristiani vivere la Pasqua di Gesù, crocifisso e risorto, che è la nostra speranza. E dunque quest’anno la Pasqua la celebreremo nelle case.

Lo spazio della casa è chiamato a diventare luogo della nostra liturgia, del nostro celebrare, dell’incontro con il Signore. Le relazioni più intime, con le persone con cui viviamo in questo periodo, possono diventare tempio del Signore, cioè luogo in cui Dio viene ad abitare e si fa riconoscere. Accade già, ogni giorno, nella condivisione del cibo, nella cura del corpo, nella malattia, nell’amore… Ma ora tutto questo può essere celebrato in memoria della Pasqua di Gesù.

 

Nella Settimana Santa ci saranno le Celebrazioni di papa Francesco e del nostro vescovo Michele trasmesse in televisione. Anche noi sacerdoti ogni giorno celebreremo la messa e le altre celebrazioni sentendoci uniti a tutti voi. Alcune di queste celebrazioni si potranno seguire attraverso il sito della parrocchia di Preganziol. Sarà bello poterci raccoglie tutti in comunione spirituale, sentendoci uniti come fratelli e sorelle di una grande famiglia. Ma vera celebrazione della Pasqua quest’anno sarà anche quella vissuta in casa, sentendoci in comunione con tante parsone, vicine e lontane, che condividono la stessa fede.

I fedeli, le persone, le famiglie, cioè il popolo di Dio, non è un soggetto passivo che assiste ad un rito che altri celebrano per lui, ma è un popolo sacerdotale, in grado di celebrare autenticamente come soggetto vivo della fede.

Noi battezzati siamo chiamati sempre, nella normalità delle nostre liturgie, a celebrare attivamente, ma nella Pasqua di quest’anno tale partecipazione sarà ancora più evidente, e le celebrazioni del Vescovo e dei vostri sacerdoti (anche se senza concorso di popolo) raccoglieranno e daranno unità alla fede celebrata nelle case della diocesi. Non perdiamo, dunque, l’occasione di vivere la Pasqua anche nella semplicità e intimità delle nostre case, attorno alla tavola di famiglia. Sarà il modo per rendere più vero l’incontro con Gesù crocifisso e risorto, e per partecipare più autenticamente alle celebrazioni trasmesse in televisione.

 

QUARESIMA RAGAZZI

Dalla Parola alla Vita: “Guarda, Gerusalemme, il tuo re viene a te. Egli è umile e viene seduto su un asino” (Mt 21, 5)

 Gesù entra come Re a Gerusalemme, un re non seduto su un sontuoso cavallo, ma su un asino. Gesù vuole essere il re degli ultimi, di coloro che nessuno desidera, che nessuno vuole incontrare. Egli è il Re, il Messia atteso per liberare l’uomo da tutto ciò che lo rende schiavo, da tutto ciò che rende la vita dell’uomo un nulla. Gesù entra a Gerusalemme in semplicità, Gesù vuole entrare nella mia vita con umiltà; non pretende e non chiede nulla, o meglio, chiede solo una cosa: tutto. Chiede la mia disponibilità ad accoglierLo, a seguirLo in ogni mia scelta, in ogni mia parola, in ogni mio gesto. Gesù mi chiede di stare con Lui. Ecco perché come cristiani (amici e discepoli di Gesù) noi ogni giorno facciamo sul nostro corpo il segno della Croce: per dire a Gesù che noi siamo suoi, tutta la nostra vita, i nostri pensieri, le nostre mani, tutto il nostro corpo è per Lui. Entriamo allora nella nostra vita seduti con Gesù, sul suo asino… entreremo così nella settimana santa, nella vita di Gesù e saremo capaci di lasciarci trasformare dalla sua Passione, dal suo Amore per me, per noi, per tutti.

 

Preghiera

Perdona, Gesù, i mei piccoli tradimenti e le mie povertà. Tu che, dall’alto della croce, mi hai insegnato l’umiltà dell’amore che si fa dono per gli altri, fa’ che io mi senta sempre segnato dal tuo grande amore; aiutami a camminare nel tuo esempio.

 

 

 

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Annuncio parrocchiale Riduci

 La seconda tappa del cammino quaresimale è l’evento della Trasfigurazione. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte su un alto monte. La montagna nella Bibbia rappresenta il luogo della vicinanza con Dio e dell’incontro intimo con Lui: il luogo della preghiera dove stare alla Sua presenza. Sul monte Gesù si mostra ai tre discepoli trasfigurato, luminoso e bellissimo. Dall’alto risuona la voce del Padre che dice: ”Questo è il mio figlio prediletto, ascoltatelo”. È molto importante questo invito del Padre. Anche noi siamo chiamati ad ascoltare la sua voce e a prendere sul serio le Sue Parole. Per ascoltare Gesù bisogna essere vicino a Lui e seguirLo, come facevano le folle del Vangelo per le strade della Palestina. In questo episodio possiamo cogliere due elementi: salita e discesa. Abbiamo bisogno di andare in disparte, di salire sulla montagna e, nel silenzio, trovare noi stessi e percepire meglio la voce del Signore. Questo facciamo nella preghiera. Infatti se la nostra preghiera diventa contemplazione, ascolto, amore, lode e ringraziamento, allora questo ci trasfigura in immagine del Signore. Dio è la cosa più bella che abbiamo incontrato. Quindi il secondo elemento è la discesa, cioè il ritornare alla vita quotidiana dove incontriamo tanti fratelli che sono in difficoltà, appesantiti da malattie ed ingiustizie. A questi noi siamo chiamati a portare i frutti dell’esperienza che abbiamo vissuto con Dio, condividendo la grazia ricevuta.   

La vera preghiera (S. Agostino)

La vera preghiera non è nella voce, ma nel cuore. Non sono le nostre parole, ma i nostri desideri a dar forza alle nostre suppliche. Se invochiamo con la bocca la vita eterna, senza desiderarla dal profondo del cuore, il nostro grido è un silenzio. Se senza parlare, noi la desideriamo dal profondo del cuore, il nostro silenzio è un grido.

 

QUARESIMA RAGAZZI

Dalla Parola alla Vita

U n monte, una salita, una meta… Gesù indica ai discepoli una strada su cui camminare: la vita, la tua, la nostra vita è un cammino, spesso in salita. Vivere la vita non è un gioco e Gesù lo sa bene: ecco perché sceglie di manifestarsi in tutta la sua gloria solo dopo aver fatto salire il monte ai suoi tre discepoli. La fatica, se condivisa, se portata insieme agli altri conduce alla gioia: la gioia di poter gustare e vedere la grandezza di Gesù. Su quel monte addirittura le sue vesti cambiano d’aspetto: da sporche, sudate e impolverate diventano splendenti come la luce. Quella luce che già anticipa la luce della Pasqua, quella luce che trasfigura anche le nostre vite, i nostri legami, le nostre fatiche.

Con Gesù al nostro fianco anche noi possiamo rendere le nostre vesti splendenti come la luce: basta decidere ogni giorno di salire sul monte, cioè, ci basta decidere di vivere la nostra vita in pienezza, senza sconti, senza scorciatoie… Con Gesù porteremo anche noi nelle nostre case e nelle nostre relazioni la luce calda ed accogliente di Dio Padre. 

R ipartendo dal Battesimo

Dopo essere stati battezzati, ognuno di noi ha ricevuto la VESTE BIANCA. È una veste che ci sta bene addosso e siamo invitati a portarla per tutta la vita. Come fare? Se guardi la veste che hai ricevuto il giorno del tuo battesimo, la vedrai piccina e oggi non puoi più indossarla. Usa la fantasia: immagina che la veste bianca sia cresciuta con te, con te abbia vissuto le tante esperienze che hai fatto. La veste bianca è il segno che nel battesimo siamo diventati creature nuove.

Preghiera

Gesù, tu che fai vedere il volto di Dio ai tuoi amici, fa’ che riconosca anch’io il suo amore.

Aiutami a vivere una vita pura e limpida come la veste bianca che ho ricevuto il giorno del Battesimo.

 

 

CORONAVIRUS – Le disposizioni della diocesi di Treviso a seguito di quanto stabilito oggi

dal Ministero della Salute in accordo con la Regione Veneto

 

“Come diocesi di Treviso ci atteniamo responsabilmente alle indicazioni previste dalle autorità, per la tutela della salute di tutti – sottolinea il vescovo, mons. Michele Tomasi – disponendo la sospensione di attività e celebrazioni nelle nostre comunità parrocchiali. In questo momento di emergenza, senza cedere ad allarmismi e paure non giustificate, ci affidiamo alla professionalità e alla competenza di tutti gli organismi e gli operatori coinvolti, che ringraziamo per il loro lavoro. Come cristiani ci affidiamo anche al sostegno della preghiera, affidando al Signore le persone ammalate e tutti coloro che si stanno prendendo cura della salute pubblica”.

In seguito a quanto stabilito in data odierna dal Ministero della Salute, di intesa con il presidente della Regione Veneto, con l’ordinanza che entrerà in vigore da oggi, domenica 23 febbraio 2020, e sarà valida – a meno di modifiche in seguito alla variazione dello scenario epidemiologico – fino alle ore 24.00 di domenica 1° marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Treviso dispone la sospensione di:

–  Celebrazione pubblica di S. Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, di sacramenti (compresi Battesimi, Prime Comunioni e Cresime), sacramentali, liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis;

–  In sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli possono dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione;

–  Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma purtroppo senza la celebrazione della S. Messa o di altra liturgia; le S. Messe esequiali potranno essere celebrate solo al superamento di questa fase critica;

–  Gli incontri del catechismo e ogni altra attività di patronati e oratori (comprese le feste di carnevale);

–  L’adorazione eucaristica nei luoghi tradizionalmente previsti;

–  Le lezioni dello Studio Teologico del Seminario, dell’Issr e della Scuola di formazione teologica;

– Le attività educative delle scuole dell’infanzia paritarie presenti nelle parrocchie e dei nidi integrati;

– L’accesso al Museo diocesano, alla Biblioteca del Seminario, alla Sala del Capitolo;

 

Come stabilito dal Ministero dell’Istruzione, è sospesa anche l’attività scolastica nel collegio vescovile Pio X.

L’accesso alle chiese sarà possibile, per chi vorrà recarvisi a pregare, fatto salvo il principio di evitare assembramenti di persone.

Le parrocchie, inoltre, sono invitate a sospendere i pellegrinaggi e le visite di gruppo organizzate.

Si sottolinea che la Diocesi di Treviso e il Vescovo sono in costante contatto con le autorità responsabili, in un clima di fattiva collaborazione.

 

Treviso, 23 febbraio 2020

 

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