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La Parola di oggi Riduci
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Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori Riduci



Nell’Eucaristia si comunica l’amore del Signore per noi: un amore così grande che ci nutre con Sé stesso; un amore gratuito, sempre a disposizione di ogni persona affamata e bisognosa di rigenerare le proprie forze. Vivere l’esperienza della fede significa lasciarsi nutrire dal Signore e costruire la propria esistenza non sui beni materiali, ma sulla realtà che non perisce: i doni di Dio, la sua Parola e il suo Corpo.

Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che ci sono tante offerte di cibo che non vengono dal Signore e che apparentemente soddisfano di più. Alcuni si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio. Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore! Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e forse non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo. Allora sogniamo altri pasti, come gli ebrei nel deserto, i quali rimpiangevano la carne e le cipolle che mangiavano in Egitto, ma dimenticavano che quei pasti li mangiavano alla tavola della schiavitù. Essi, in quei momenti di tentazione, avevano memoria, ma una memoria malata, una memoria selettiva. Una memoria schiava, non libera.

Ognuno di noi, oggi, può domandarsi: e io? Dove voglio mangiare? A quale tavola voglio nutrirmi? Alla tavola del Signore? O sogno di mangiare cibi gustosi, ma nella schiavitù? Inoltre, ognuno di noi può domandarsi: qual è la mia memoria? Quella del Signore che mi salva, o quella dell’aglio e delle cipolle della schiavitù? Con quale memoria io sazio la mia anima?

Il Padre ci dice: «Ti ho nutrito di manna che tu non conoscevi». Recuperiamo la memoria. Questo è il compito, recuperare la memoria. E impariamo a riconoscere il pane falso che illude e corrompe, perché frutto dell’egoismo, dell’autosufficienza e del peccato.

Papa Francesco

Le Messe più belle - Cardinale F.X. Nguyen Van Thuan

 

Quando sono stato arrestato, ho dovuto andarmene subito, a mani vuote. L'indomani, mi è stato permesso di scrivere ai miei per chiedere le cose più necessarie: vestiti, dentifricio… Ho scritto: "Per favore, mandatemi un po' di vino, come medicina contro il mal di stomaco". I fedeli subito hanno capito. Mi hanno mandato una piccola bottiglia di vino per la Messa, con l'etichetta "medicina contro il mal di stomaco", e delle ostie nascoste in una fiaccola contro l'umidità. […] Non potrò mai esprimere la mia grande gioia: ogni giorno, con tre gocce di vino e una goccia d'acqua nel palmo della mano, ho celebrato la Messa. Era questo il mio altare ed era questa la mia cattedrale! […] Ogni volta avevo l'opportunità di stendere le mani e di inchiodarmi sulla croce con Gesù, di bere con lui il calice più amaro. […] Erano le più belle Messe della mia vita.

 

F.X. Nguyen van Thuan, vietnamita, quando era Arcivescovo, trascorse tredici anni del suo episcopato in prigione, di cui nove in isolamento. Questo è quello che disse a proposito della celebrazione eucaristica.

 

L’angolo della Preghiera

Rimani con noi, divino Viandante! Come i due discepoli del Vangelo, imploriamo,

Signore Gesù: rimani con noi! Tu, divino Viandante, esperto delle nostre strade

e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera.
Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati, orienta i nostri passi sulla via del bene.
Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie, in particolare i malati.
Benedici i sacerdoti e le persone consacrate. Benedici tutta l'umanità.
Nell'Eucaristia ti sei fatto "farmaco d'immortalità": dacci il gusto di una vita piena, che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini fiduciosi e gioiosi, guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine. Rimani con noi, Signore! Amen
(Giovanni Paolo II)

 

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Annuncio parrocchiale Riduci

 La seconda tappa del cammino quaresimale è l’evento della Trasfigurazione. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte su un alto monte. La montagna nella Bibbia rappresenta il luogo della vicinanza con Dio e dell’incontro intimo con Lui: il luogo della preghiera dove stare alla Sua presenza. Sul monte Gesù si mostra ai tre discepoli trasfigurato, luminoso e bellissimo. Dall’alto risuona la voce del Padre che dice: ”Questo è il mio figlio prediletto, ascoltatelo”. È molto importante questo invito del Padre. Anche noi siamo chiamati ad ascoltare la sua voce e a prendere sul serio le Sue Parole. Per ascoltare Gesù bisogna essere vicino a Lui e seguirLo, come facevano le folle del Vangelo per le strade della Palestina. In questo episodio possiamo cogliere due elementi: salita e discesa. Abbiamo bisogno di andare in disparte, di salire sulla montagna e, nel silenzio, trovare noi stessi e percepire meglio la voce del Signore. Questo facciamo nella preghiera. Infatti se la nostra preghiera diventa contemplazione, ascolto, amore, lode e ringraziamento, allora questo ci trasfigura in immagine del Signore. Dio è la cosa più bella che abbiamo incontrato. Quindi il secondo elemento è la discesa, cioè il ritornare alla vita quotidiana dove incontriamo tanti fratelli che sono in difficoltà, appesantiti da malattie ed ingiustizie. A questi noi siamo chiamati a portare i frutti dell’esperienza che abbiamo vissuto con Dio, condividendo la grazia ricevuta.   

La vera preghiera (S. Agostino)

La vera preghiera non è nella voce, ma nel cuore. Non sono le nostre parole, ma i nostri desideri a dar forza alle nostre suppliche. Se invochiamo con la bocca la vita eterna, senza desiderarla dal profondo del cuore, il nostro grido è un silenzio. Se senza parlare, noi la desideriamo dal profondo del cuore, il nostro silenzio è un grido.

 

QUARESIMA RAGAZZI

Dalla Parola alla Vita

U n monte, una salita, una meta… Gesù indica ai discepoli una strada su cui camminare: la vita, la tua, la nostra vita è un cammino, spesso in salita. Vivere la vita non è un gioco e Gesù lo sa bene: ecco perché sceglie di manifestarsi in tutta la sua gloria solo dopo aver fatto salire il monte ai suoi tre discepoli. La fatica, se condivisa, se portata insieme agli altri conduce alla gioia: la gioia di poter gustare e vedere la grandezza di Gesù. Su quel monte addirittura le sue vesti cambiano d’aspetto: da sporche, sudate e impolverate diventano splendenti come la luce. Quella luce che già anticipa la luce della Pasqua, quella luce che trasfigura anche le nostre vite, i nostri legami, le nostre fatiche.

Con Gesù al nostro fianco anche noi possiamo rendere le nostre vesti splendenti come la luce: basta decidere ogni giorno di salire sul monte, cioè, ci basta decidere di vivere la nostra vita in pienezza, senza sconti, senza scorciatoie… Con Gesù porteremo anche noi nelle nostre case e nelle nostre relazioni la luce calda ed accogliente di Dio Padre. 

R ipartendo dal Battesimo

Dopo essere stati battezzati, ognuno di noi ha ricevuto la VESTE BIANCA. È una veste che ci sta bene addosso e siamo invitati a portarla per tutta la vita. Come fare? Se guardi la veste che hai ricevuto il giorno del tuo battesimo, la vedrai piccina e oggi non puoi più indossarla. Usa la fantasia: immagina che la veste bianca sia cresciuta con te, con te abbia vissuto le tante esperienze che hai fatto. La veste bianca è il segno che nel battesimo siamo diventati creature nuove.

Preghiera

Gesù, tu che fai vedere il volto di Dio ai tuoi amici, fa’ che riconosca anch’io il suo amore.

Aiutami a vivere una vita pura e limpida come la veste bianca che ho ricevuto il giorno del Battesimo.

 

 

CORONAVIRUS – Le disposizioni della diocesi di Treviso a seguito di quanto stabilito oggi

dal Ministero della Salute in accordo con la Regione Veneto

 

“Come diocesi di Treviso ci atteniamo responsabilmente alle indicazioni previste dalle autorità, per la tutela della salute di tutti – sottolinea il vescovo, mons. Michele Tomasi – disponendo la sospensione di attività e celebrazioni nelle nostre comunità parrocchiali. In questo momento di emergenza, senza cedere ad allarmismi e paure non giustificate, ci affidiamo alla professionalità e alla competenza di tutti gli organismi e gli operatori coinvolti, che ringraziamo per il loro lavoro. Come cristiani ci affidiamo anche al sostegno della preghiera, affidando al Signore le persone ammalate e tutti coloro che si stanno prendendo cura della salute pubblica”.

In seguito a quanto stabilito in data odierna dal Ministero della Salute, di intesa con il presidente della Regione Veneto, con l’ordinanza che entrerà in vigore da oggi, domenica 23 febbraio 2020, e sarà valida – a meno di modifiche in seguito alla variazione dello scenario epidemiologico – fino alle ore 24.00 di domenica 1° marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Treviso dispone la sospensione di:

–  Celebrazione pubblica di S. Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, di sacramenti (compresi Battesimi, Prime Comunioni e Cresime), sacramentali, liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis;

–  In sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli possono dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione;

–  Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma purtroppo senza la celebrazione della S. Messa o di altra liturgia; le S. Messe esequiali potranno essere celebrate solo al superamento di questa fase critica;

–  Gli incontri del catechismo e ogni altra attività di patronati e oratori (comprese le feste di carnevale);

–  L’adorazione eucaristica nei luoghi tradizionalmente previsti;

–  Le lezioni dello Studio Teologico del Seminario, dell’Issr e della Scuola di formazione teologica;

– Le attività educative delle scuole dell’infanzia paritarie presenti nelle parrocchie e dei nidi integrati;

– L’accesso al Museo diocesano, alla Biblioteca del Seminario, alla Sala del Capitolo;

 

Come stabilito dal Ministero dell’Istruzione, è sospesa anche l’attività scolastica nel collegio vescovile Pio X.

L’accesso alle chiese sarà possibile, per chi vorrà recarvisi a pregare, fatto salvo il principio di evitare assembramenti di persone.

Le parrocchie, inoltre, sono invitate a sospendere i pellegrinaggi e le visite di gruppo organizzate.

Si sottolinea che la Diocesi di Treviso e il Vescovo sono in costante contatto con le autorità responsabili, in un clima di fattiva collaborazione.

 

Treviso, 23 febbraio 2020

 

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