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Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo. Riduci

La prima lettura racconta di un Dio che inventa l'arcobaleno, questo abbraccio lucente tra cielo e terra, che reinventa la comunione con ogni essere che vive in ogni carne. Questo Dio non ti lascerà mai. Tu lo puoi lasciare, ma lui no, non ti lascerà mai.
Il Vangelo di Marco non riporta, a differenza di Luca e Matteo, il contenuto delle tentazioni di Gesù, ma ci ricorda l'essenziale: e subito lo Spirito lo sospinse nel deserto, e nel deserto rimase quaranta giorni tentato da Satana. In questo luogo simbolico Gesù gioca la partita decisiva, questione di vita o di morte. Che tipo di Messia sarà? Venuto per essere servito o per servire? Per avere, salire, comandare, o per scendere, avvicinarsi, offrire?
La tentazione è sempre una scelta tra due vite, anzi tra due amori. E, senza scegliere, non vivi. «Togliete le tentazioni e nessuno si salverà più» (Abba Antonio del deserto), perché verrebbe a mancare il grande gioco della libertà. Quello che apre tutta la sezione della legge nella Bibbia: io metto davanti a te la vita e la morte, scegli! Il primo di tutti i comandamenti è un decreto di libertà: scegli! Non restare inerte, passivo, sdraiato. Ed è come una supplica che Dio stesso rivolge all'uomo: scegli, ti prego, la vita! (Dt 30,19).
Che poi significa «scegli sempre l'umano contro il disumano» (David Maria Turoldo), scegli sempre ciò che costruisce e fa crescere la vita tua e degli altri in umanità e dignità.
Dal deserto prende avvio l'annuncio di Gesù, il suo sogno di vita. La primavera, nostra e di Dio, non si lascia sgomentare da nessun deserto, da nessun abisso di pietre. Dopo che Giovanni fu arrestato Gesù andò nella Galilea proclamando il Vangelo di Dio. E diceva: il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo.
Il contenuto dell'annuncio è il Vangelo di Dio. Dio come una bella notizia. Non era ovvio per niente. Non tutta la Bibbia è Vangelo; non tutta è bella, gioiosa notizia; alle volte è minaccia e giudizio, spesso è precetto e ingiunzione. Ma la caratteristica originale del rabbi di Nazaret è annunciare il Vangelo, una parola che conforta la vita: Dio si è fatto vicino, e con lui sono possibili cieli e terra nuovi.
Gesù passa e dietro di lui, sulle strade e nei villaggi, resta una scia di pollini di Vangelo, un'eco in cui vibra il sapore bello e buono della gioia: è possibile vivere meglio, un mondo come Dio lo sogna, una storia altra e quel rabbi sembra conoscerne il segreto.
Convertitevi... Come a dire: giratevi verso la luce, perché la luce è già qui. Ed è come il movimento continuo del girasole, il suo orientarsi tenace verso la pazienza e la bellezza della luce. Verso il Dio di Gesù, e il suo volto di luce.

 

L’ascolto diventa preghiera

Mio Signore Gesù, il cui amore per me è stato così grande da farti scendere dal cielo per salvarmi,

mostrami il mio peccato; mostrami la mia indegnità, insegnami a pentirmi sinceramente, perdonami nella tua misericordia.

Mio amato Salvatore, ti chiedo di prendere possesso della mia persona.

Solo il tuo perdono può farlo. Non posso salvarmi da solo, non sono in grado di recuperare ciò che ho perduto. Senza di Te non posso volgermi a Te, né farti cosa gradita.

Contando solo sulle mie forze andrò di male in peggio, mi indebolirò completamente, mi indurirò per negligenza.

Farò sì che il centro di me sia me stesso anziché Tu.

Adorerò qualsiasi idolo modellato da me anziché adorare Te, l’unico vero Dio, il mio Creatore, se non lo impedirai con la tua grazia.

O mio amato Signore, ascoltami!

Ho già vissuto abbastanza in questo stato: sospeso, indeciso e mediocre.

Voglio essere tuo fedele servitore. Non voglio più peccare. Sii misericordioso con me!

Fa’ con la tua grazia che io sia chi so di dover essere.

(San John Henry Newman)

 

O alto e glorioso Dio,

illumina le tenebre del cuore mio.

Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda.

Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

(San Francesco)

 

 

Parrocchie di Preganziol e Sambughè – Quaresima 2021

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima

Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

Cari fratelli e sorelle!

la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.

Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza. L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano. Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.

1. “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono” (1 Cor 12,26) – La Chiesa

La carità di Dio che rompe quella mortale chiusura in se stessi che è l’indifferenza, ci viene offerta dalla Chiesa con il suo insegnamento e, soprattutto, con la sua testimonianza. Si può però testimoniare solo qualcosa che prima abbiamo sperimentato. Il cristiano è colui che permette a Dio di rivestirlo della sua bontà e misericordia, di rivestirlo di Cristo, per diventare come Lui, servo di Dio e degli uomini. Ce lo ricorda bene la liturgia del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi. Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. Solo questi ha “parte” con lui (Gv 13,8) e così può servire l’uomo. La Quaresima è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui. Ciò avviene quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando riceviamo i sacramenti, in particolare l’Eucaristia. In essa diventiamo ciò che riceviamo: il corpo di Cristo. In questo corpo quell’indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui nostri cuori, non trova posto. Poiché chi è di Cristo appartiene ad un solo corpo e in Lui non si è indifferenti l’uno all’altro. “Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1 Cor 12,26).

La Chiesa è communio sanctorum perché vi partecipano i santi, ma anche perché è comunione di cose sante: l’amore di Dio rivelatoci in Cristo e tutti i suoi doni. Tra essi c’è anche la risposta di quanti si lasciano raggiungere da tale amore. In questa comunione dei santi e in questa partecipazione alle cose sante nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti. E poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza.

2. “Dov’è tuo fratello?” (Gen 4,9) – Le parrocchie e le comunità

Quanto detto per la Chiesa universale è necessario tradurlo nella vita delle parrocchie e comunità. Si riesce in tali realtà ecclesiali a sperimentare di far parte di un solo corpo? Un corpo che insieme riceve e condivide quanto Dio vuole donare? Un corpo, che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa? (cfr Lc 16,19-31). Per ricevere e far fruttificare pienamente quanto Dio ci dà vanno superati i confini della Chiesa visibile in due direzioni. In primo luogo, unendoci alla Chiesa del cielo nella preghiera. Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio. Con i santi che hanno trovato la loro pienezza in Dio, formiamo parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è vinta dall’amore. La Chiesa del cielo non è trionfante perché ha voltato le spalle alle sofferenze del mondo e gode da sola. Piuttosto, i santi possono già contemplare e gioire del fatto che, con la morte e la resurrezione di Gesù, hanno vinto definitivamente l’indifferenza, la durezza di cuore e l’odio. Finché questa vittoria dell’amore non compenetra tutto il mondo, i santi camminano con noi ancora pellegrini. Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa, scriveva convinta che la gioia nel cielo per la vittoria dell’amore crocifisso non è piena finché anche un solo uomo sulla terra soffre e geme: “Conto molto di non restare inattiva in cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime” (Lettera 254 del 14 luglio 1897).

Anche noi partecipiamo dei meriti e della gioia dei santi ed essi partecipano alla nostra lotta e al nostro desiderio di pace e di riconciliazione. La loro gioia per la vittoria di Cristo risorto è per noi motivo di forza per superare tante forme d’indifferenza e di durezza di cuore. D’altra parte, ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini. Questa missione è la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo. La missione è ciò che l’amore non può tacere. La Chiesa segue Gesù Cristo sulla strada che la conduce ad ogni uomo, fino ai confini della terra (cfr At 1,8). Così possiamo vedere nel nostro prossimo il fratello e la sorella per i quali Cristo è morto ed è risorto. Quanto abbiamo ricevuto, lo abbiamo ricevuto anche per loro. E parimenti, quanto questi fratelli possiedono è un dono per la Chiesa e per l’umanità intera. Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericor- dia in mezzo al mare dell’indifferenza!

3. “Rinfrancate i vostri cuori !” (Gc 5,8) – Il singolo fedele

Anche come singoli abbiamo la tentazione dell’indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza? In primo luogo, possiamo pregare nella comunione della Chiesa terrena e ce- leste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa 24 ore per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera. In secondo luogo, possiamo aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma con- creto, della nostra partecipazione alla comune umanità. E in terzo luogo, la sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli. Per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI (Deus caritas est, 31). Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro. Per questo, cari fratelli e sorelle, desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: “Fac cor nostrum secundum cor tuum”: “Rendi il nostro cuore simile al tuo” (dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù). Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza.

Con questo auspicio, assicuro la mia preghiera affinché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra con frutto l’itinerario quaresimale, e vi chiedo di pregare per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.     Papa Francesco

 

Messaggio per la Quaresima del Vescovo Michele

 

 

Quaresima: un tempo di conversione al Dio della Vita

 

“L’itinerario della Quaresima, come l’intero cammino cristiano, sta tutto sotto la luce della Risurrezione, che anima i sentimenti, gli atteggiamenti e le scelte di chi vuole seguire Cristo”.

 

Faccio mio questo passaggio del messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2021 e lo consegno a tutti voi, cari fratelli e sorelle in Cristo. Vi trovo espresso il motivo più valido e lo stimolo più urgente per vivere insieme questo tempo di preparazione alle celebrazioni della Pasqua.

 

Oggi più che mai siamo chiamati ad un serio percorso di conversione, da vivere non per conquistare un aiuto che Dio ci nega fino a che non ce lo meritiamo, ma per poter finalmente accogliere la forza e la luce del Risorto, già presente nella nostra vita. Lui, il crocifisso per amore, è risorto ed è davvero presente, ma quanto dobbiamo noi cambiare nella mente, nel cuore, nei sentimenti, negli atteggiamenti e nelle scelte affinché la sua forza possa dispiegarsi nella storia, nelle nostre vite, anche e soprattutto in questo tempo di crisi.

 

-          Conversione dei sentimenti alla tenerezza: non possiamo permettere che la pandemia ci consegni cuori impauriti e induriti, altrimenti avremo sguardi come pietre, e mani rapaci. Siamo, invece, portatori di un animo, di sguardi e di parole gentili.

-          Conversione degli atteggiamenti alla cura: a ciascuno e ciascuna di noi il Signore ha affidato un pezzetto di mondo da curare e coltivare, e a noi tutti insieme ha affidato la sua vigna. Con i nostri comportamenti rischiamo ancora una volta di cacciarne via l’erede, il Figlio che viene, il Risorto che è qui.

-          Conversione delle scelte all’impegno per il bene comune: senza il bene di tutti, della società, dell’economia, della politica, delle comunità, non c’è nemmeno il bene individuale. Costa sicuramente lottare per la giustizia, per la dignità della persona, per la verità. Ed è rischioso, ci sarà sempre qualcuno che ne approfitta. È la logica della croce. Ma ci guadagniamo tutti se in molti cambiamo rotta, ed è l’unica strada realistica per uscire insieme da questo tempo di crisi. È la realtà della risurrezione.

 

Quaresima: un tempo pieno di attenzioni accogliendo il Dio della vita

 

Le celebrazioni di questo tempo santo - l’imposizione delle ceneri, l’Eucaristia domenicale e quella feriale, l’ascolto personale e comunitario della Parola di Dio, la celebrazione della Riconciliazione, la Liturgia delle ore, la preghiera in famiglia, la Via crucis, la preghiera personale «nel segreto della propria camera», ogni momento in cui ci metteremo esplicitamente in relazione al Signore - siano vissute come l’occasione che ci è donata di fare spazio nella nostra vita alla luce e alla forza della Risurrezione.

Noi non commemoriamo il rimpianto di un’assenza, ma ospitiamo tra noi il Vivente, il Dio della vita.

 

-          La preghiera, scuola di incontro con il Dio della vita

Se in ciascuno di questi momenti impareremo a far brillare la luce del Risorto, lo scopriremo anche presente nel resto della nostra esistenza. «Il Cristo vivente, pregato e celebrato per ciò che lui è, e da noi riconosciuto presente nella persona del povero che è il suo più reale sacramento. Questo significa che la preghiera è il primo atto di una Chiesa in uscita» (Convegno della Chiesa Italiana, Trasfigurare. Sintesi dei gruppi, Firenze 2015).

 

-          La carità, presenza nella storia del Dio della vita

In questo tempo di pandemia non mancano certo le situazioni di difficoltà, di prova, di bisogno. Impegniamoci a vivere le nostre giornate con uno sguardo attento a chi ci sta attorno. L’orecchio e il cuore, allenati all’ascolto pieno di amore della Parola di Dio, sapranno accogliere le mille richieste di aiuto, di solidarietà e di vicinanza che ci vengono rivolte, da vicino e da lontano. Il digiuno diventi «palestra» di fraternità solidale, e ciò a cui in esso rinunciamo diventi dono gioioso ai poveri. Si aprirà così anche la nostra mano alla condivisione.

 

-          L’impegno per la giustizia e la fraternità, testimonianza al Dio della vita

Impariamo anche a cogliere le conseguenze delle nostre scelte e delle nostre decisioni, piccole e grandi, sul creato, sulla coesione sociale, sulla dignità delle persone e rendiamoci disponibili a cambiare strada se necessario. La forza del Risorto agisce con noi anche quando viviamo in società, quando accogliamo con rispetto ogni vita, quando prendiamo decisioni di produzione e di consumo sagge e lungimiranti, quando siamo fratelli e sorelle di tutti anche nell’economia di mercato, quando decidiamo di impegnarci per la salvaguardia del creato, quando scegliamo di essere cittadini attivi e responsabili, attori di una vita sociale, economica e politica autenticamente a servizio della dignità di ogni persona.

 

La Quaresima del popolo di Dio in cammino, aurora di risurrezione

Vi invito a riprendere i criteri di cammino, le forme di ascolto che ho indicato nella lettera pastorale Saldi nella speranza, cercando nella vita individuale e nelle famiglie, nelle comunità cristiane, nei luoghi di lavoro e di vita civile quale sia la Parola di Dio che vi guida, le indicazioni del magistero del Papa che indicano le priorità da stabilire, e l’appello dei poveri che vivono accanto a voi. Cercate di incontrarvi tra di voi malgrado le distanze e i timori che contraddistinguono questo tempo, per conoscere veramente le persone che vi vivono accanto e per farvi davvero conoscere per quello che siete e che vi sta più a cuore. Provate a interpretare questo nostro tempo come la storia dell’incontro del Risorto con il suo popolo in cammino (Saldi nella speranza, p. 42-44).

 

La nostra Quaresima diventerà allora il sacramento dell’irruzione, in pienezza di amore, del Dio della vita in questo tempo smarrito e sospeso.

Il Signore Dio, che fa nuove tutte le cose, ci condurrà alla Pasqua di Risurrezione che già agisce nella nostra storia, fondamento e realizzazione di ogni speranza.  

Uniti nella preghiera e nell’amore di Cristo,

 

                                                                                                                                 Michele, Vescovo

 

Appuntamenti per pregare e ascoltare insieme la Parola del Signore

 

Ogni domenica alle ore 16.00 in chiesa a Preganziol: Vespri con condivisione sul Vangelo della domenica

 

Ogni mercoledì alle 18.30 a Preganziol: S. Messa e meditazione sul proprio Battesimo

 

Ogni venerdì alle ore 17.30 in chiesa a Sambughè: Adorazione Eucaristica e Via Crucis

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Contatti Riduci

Casa Canonica: viale Roma, 37 31022 Preganziol (TV)
telefono e fax 0422 633046

 

preganziol@diocesitv.it

 

 
Parroco: don Gabriele Bittante

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Annuncio parrocchiale Riduci

Parrocchie di S. Urbano p. e m. -  Preganziol e S. Martino v. – Sambughè

Giorno

Preganziol

Preganziol

Sabato 20 febbraio       viola

Is 58,9b-14; Sal 85; Lc 5,27-32

Mostrami, Signore, la tua via

18.30: Cappellesso Emma e Casarin Ernesto; Carraro Annalisa;  Belletti Pietro e Cecchin Elisabetta; Campigotto Bruno, Pezzato Elda, Vivan Maria e Wally, Campigotto Maria;  Cocchetto Pierina e Suffogrosso Guido; Suffogrosso Narciso e Sbroggiò Amalia;

18.30: Barbisan Angelo;

            Cebin Guerrino e defunti Torresan;

domenica 21 febbraio     viola               

http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/icone/BQ010.jpgË Iª di Quaresima

Liturgia delle ore prima settimana

Gen 9,8-15; Sal 24; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15

 

 

  8.00: santa messa

 

  9.30: Gheller Marina;

   Cervesato Ferruccio;

   Cilotto Angelo; Busato Gabriella (8gg)

 

11.00: Badin Giorgia;

             Trevisan Angelo e familiari;

 

18.30: santa messa

8.00: def. Fam. Guidolin e Michielan;

Mezzaroba Maria;

66° matrimonio di Barzan Sergio e Olga

 

10.00: def. Fam. Menoncello; Campigotto Lorenzo;

cresima di Lanza Alberto;

Lunedì 22 febbraio     bianco

Cattedra di San Pietro Apostolo

1Pt 5,1-4; Sal 22; Mt 16,13-19

18.30: def. Fam. Nascimben; Romano Livio, Moino Maria, Corrente Abramo; Sartor Guido e Tronchin Pierina;

 

Martedì 23 febbraio       viola

Is 55,10-11; Sal 33; Mt 6,7-15

 

18.30: santa messa

Mercoledì 24 febbraio    viola

Gio 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

18.30: Rigo Sergio; Pieretto Sante; Piovesan Giovannino, Dario e Pozzebon Lina;

 

Giovedì 25 febbraio       viola

Est 4,17n.p-r.aa-bb.gg-hh; Sal 137; Mt 7,7-12

8.30: per ammalati; Casarin Angelo;

9.00 – 11.00 adorazione Eucaristica

 

Venerdì 26 febbraio       viola   

Ez 18,21-28; Sal 129; Mt 5,20-26

 

17.30 Via Crucis e adoraz. Eucaristica

18.30: Bonotto Pietro (30 gg); Vendramelli Francesca

Sabato 27 febbraio         viola

Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48

18.30: Rigo Giovanni; def. Fam. Baldo; Masiero Armando, Elia, Davide;

Donadel Italo; Michieletto Silvino;

def. Fam. Teston;

18.30: De Giorgio Gabriele;

Domenica 28 febbraio       viola               

Ë II di Quaresima

Liturgia delle ore seconda settimana

Gen 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi

  8.00: santa messa

 

  9.30: Badin Dario e Chiara; 

Gatto Tarcisio e Fernanda;

def.ti Rigo e Vedovato;  

 

11.00: intenzione offerente

 

18.30: Spigariol Federica;

 

8.00: def.ti fam. Munarin e Benvegnù;

 

10.00: Rigo Sergio;

Quando vieni a messa: Indossa la mascherina che copra bocca e naso; Non fare assembramenti.  Igienizzati le mani al dispenser situato all’ingresso; Occupa i posti contrassegnati;

 

Quaresima 2021

Quaresima di fraternità: la Colletta “Un pane per amor di Dio”;  la Colletta Alimentare per la Caritas Parr.

Quaresima con la Parola di Dio: ogni domenica di quaresima alle ore 16.00 in chiesa Recita dei vespri e condivisione sul Vangelo della domenica;

I mercoledì di quaresima alla messa delle 18.30 cammino di riflessione per riscoprire il proprio Battesimo

I venerdì di quaresima alle ore 17.30 a Sambughè Via Crucis e Adorazione Eucaristica

Sambughè - Sabato 27 ore 15.00: celebrazione Memoria del Battesimo con bambini di 3^ elementare

 

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