VIVERE, VIAGGIARE, PERSEVERARE, MORIRE ….. PER AMORE.
(Viaggio in Polonia ad Auschwitz e Birkenau)
Da alcuni anni con i giovani della parrocchia organizziamo dei viaggi affrontando alcune testimonianze di persone che sono state, e lo sono tutt’ora, significative nella chiesa e nel mondo sociale e politico. Durante il periodo delle feste del Natale, con un gruppo di giovani, siamo andati in Polonia (in particolare ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau) per fare memoria di un grande olocausto compiuto durante la seconda guerra mondiale. Riportiamo di seguito una testimonianza di due giovani che hanno partecipato al viaggio.
Si tratta di una coppia di sposi, Paolo e Luisa; Paolo è un non vedente, e ci raccontano la loro esperienza lasciando un messaggio di speranza che va oltre le tenebre del male e del peccato.
L’ACCOGLIENZA
Con grande gioia abbiamo partecipato al viaggio in Polonia, ben organizzato da Don Graziano, con il contributo di don Elio (direttore dell’ufficio diocesano pellegrinaggi) circondati da un gruppo vivace e simpatico di giovani motivati. Abbiamo trovato una calorosa accoglienza nelle Missionarie dell'Immacolata Padre Kolbe, in particolare in Suor Antonella, sempre disponibile e preziosa guida.
LE TENEBRE
Varcato l'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, dove ho sentito la ruggine del filo spinato sui polpastrelli, un silenzio triste e malinconico mi ha circondato.
Il camminare tra un blocco e l'altro, dove i prigionieri venivano ammassati e il calpestare i sassi dei viottoli all'interno del campo, dove tante lacrime e tanto sangue sono stati versati, mi hanno stretto il cuore.
Sfiorando con la mano destra tutto il blocco 11, con il vento freddo e tagliente che lo ghiacciava, ho pensato a quante urla strazianti avessero sentito quelle mura.
Nonostante poi mia moglie mi illustrasse gli oggetti raccolti nel museo dell'orrore e mi rendesse partecipe delle sue sensazioni, anche visive, mi ha colpito di più ciò che ho percepito nel toccare le pareti e nel respirare l'aria delle stanze di quel museo.
Un altro momento toccante è stato al bivio di Auschwitz 2 (Birkenau), dove i prigionieri, scaricati dai vagoni merci, venivano subito indirizzati o verso le camere a gas o verso la prigionia nel campo. Durante la Via Crucis (quinta stazione) mi è arrivato il Crocifisso, proprio nel percorso che portava alla morte immediata dentro quel campo; un brivido mi ha assalito.....: la fine che avrei fatto io stesso, in quei tempi e luoghi, in quanto disabile, persona da eliminare, secondo quell'assurda corrente di pensiero.
LA LUCE
Questo viaggio ci ha permesso di approfondire maggiormente la figura di San Massimiliano Kolbe e capire come l'Amore può esistere e resistere nel tempo, pure nell'inferno di Auschwitz. Siamo certi che questa esperienza sia stata un momento di crescita sia personale che di coppia.
E’ impossibile dimenticare Auschwitz e fondamentale è tenerne viva la memoria!!!
PAOLO e LUISA