Parrocchie di Sambughè e Preganziol (tel. 0422633046)
e.mail: preganziol@diocesitv.it
ANNUNCIO PARROCCHIALE
Domenica 14 dicembre terza di Avvento
Gioite, il Signore viene!
Giovanni è in prigione. Erode ha deciso di mettere la museruola al profeta che battezza nel Giordano rinchiudendolo nella fortezza di Macheronte. Nonostante la prigionia, Giovanni invia i suoi discepoli a Gesù. Vuole sapere se lui è davvero il Messia, l'Atteso.
La domanda del Battista mi ha sempre fatto riflettere, soprattutto per il coraggio di Giovanni di mettere in questione le sue attese e le sue speranze. Forse si era accorto che Gesù non era esattamente quel Messia che Lui – e molti altri – stavano aspettando. Proprio questa, penso, è la grandezza di Giovanni: davanti ai fatti sa mettersi in questione, riflette, si interroga. E sa bene che da quella domanda dipende il senso profondo della fede. Il tempo dell'Avvento ci chiama a fare un po' piazza pulita di tutte le false immagini di Dio che abitano la nostra fede, così come ha fatto Giovanni.
Altrettanto significativa è la risposta di Gesù. Il maestro non fa una bella catechesi per spiegare la sua identità: è dai frutti che si riconosce l'albero (Mt 7,20). Ai discepoli di Giovanni, Gesù presenta fatti concreti, gesti di liberazione inspirati alle attese messianiche (Is 35,5; 61).
E anche qui incontriamo un'indicazione molto importante per il tempo d'Avvento. Anche noi siamo chiamati a liberare la vita, ad aprire gli occhi per guardare il mondo, le persone, la storia con lo sguardo di Cristo; siamo chiamati a superare l'indifferenza e a farci prossimi di tutti i lebbrosi del nostro tempo; siamo chiamati a far risorgere tutti coloro che vivono ancorati alla morte, che non conoscono la speranza, che hanno perso la voglia di vivere e il desiderio della felicità.
L'Avvento non è solo il tempo mieloso dei regali e delle feste, ma è uno spazio che la grazia ci offre per far brillare la vita, per contemplare lo scandalo di un Dio atteso che si manifesta in un modo totalmente inatteso. È un tempo per svegliarci e correre davanti al presepe e scoprire che l'Eterno non ha incontrato un luogo più degno che la carne dell'uomo per farsi presente nella storia. (don Roberto Seregni)
L’angolo della preghiera
Giovanni è in carcere e la sua missione è praticamente conclusa.
Il suo grido ha destato le coscienze di coloro che credono alle promesse di Dio.
E tuttavia, Gesù, tu non corrispondi all’immagine che si è fatto del Messia.
Attendeva il giudice che premia i buoni e castiga i cattivi.
Ma tu hai addirittura il coraggio di entrare nelle case dei peccatori.
Di qui l’atroce dubbio: si è sbagliato nell’indicarti come l’Atteso?
È un Altro che si deve aspettare?
Tu, Gesù, riporti l’interrogativo all’essenziale: per tanti uomini e donne la vita sta cambiando.
C’è un Vangelo, e i poveri costituiscono i suoi primi destinatari;
ci sono gesti imprevisti, che riportano fiducia e speranza a chi le aveva perdute.
C’è una novità che domanda di essere accolta così com’è anche se non corrisponde
alle nostre rappresentazioni.
Neppure il profeta può pretendere di possedere i disegni di Dio
perché egli continua a sorprendere. (Roberto Laurita)
Signore Gesù, vieni tra noi e insegnaci a vedere ciò che i nostri occhi non riescono più a vedere,
insegnaci a credere in ciò che il nostro cuore non riesce più a sperare.
Vieni, Signore, vieni e donaci la gioia profonda di chi sa di avere in te tutto! Amen.