Parrocchie di Sambughè e Preganziol (tel. 0422633046)
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ANNUNCIO PARROCCHIALE
Domenica 1 marzo II^ di Quaresima
Rivestiti di Cristo
Un monte, una salita, una meta… Gesù indica ai discepoli una strada su cui camminare: la vita, la tua, la nostra vita è un cammino, spesso in salita. Vivere la vita non è un gioco e Gesù lo sa bene: ecco perché sceglie di manifestarsi in tutta la sua gloria solo dopo aver fatto salire il monte ai suoi tre discepoli. La fatica, se condivisa, se portata insieme agli altri conduce alla gioia: la gioia di poter gustare e vedere la grandezza di Gesù. Su quel monte addirittura le sue vesti cambiano d’aspetto: da sporche, sudate e impolverate diventano splendenti come la luce. Quella luce che già anticipa la luce della Pasqua, quella luce che trasfigura anche le nostre vite, i nostri legami, le nostre fatiche.
Con Gesù al nostro fianco anche noi possiamo rendere le nostre vesti splendenti come la luce: basta decidere ogni giorno di salire sul monte, cioè, ci basta decidere di vivere la nostra vita in pienezza, senza sconti, senza scorciatoie… Con Gesù porteremo anche noi nelle nostre case e nelle nostre relazioni la luce calda ed accogliente di Dio Padre.
Dopo essere stati battezzati, ognuno di noi ha ricevuto la VESTE BIANCA. È una veste che ci sta bene addosso e siamo invitati a portarla per tutta la vita. Come fare? Usando la fantasia, possiamo immaginare che la veste bianca sia cresciuta con noi, con noi abbia vissuto le tante esperienze che abbiamo fatto. La veste bianca è il segno che nel battesimo siamo diventati creature nuove.
Con Francesco verso la Pasqua
Esperienza della Verna e preghiera sul monte (FF 1223-1228)
La Provvidenza divina trasse in disparte Francesco e lo condusse su un monte, chiamato monte della Verna. Qui egli aveva iniziato, a digiunare la quaresima in onore di san Michele arcangelo, quando incominciò a sentirsi inondato con maggior abbondanza dalla dolcezza della celeste contemplazione, acceso da più viva fiamma di desideri celesti, più ricolmo del dono di celesti elargizioni.
Un mattino, all’appressarsi della festa dell’Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide un Serafino, con sei ali tanto infocate quanto luminose, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, giunse vicino, librato nell’aria, all’uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l’effigie di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi in forma di croce e confitti alla croce. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia mista a tristezza gli inondava il cuore. Provava letizia per l’atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino; ma il vederlo confitto
in croce gli trapassava l’anima con la spada dolorosa della compassione.
Scomparendo, la visione gli lasciò nel cuore un ardore mirabile e l’effigie di segni altrettanto meravigliosi lasciò impressa nella sua carne. Subito, infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi,
come quelli che poco prima aveva osservato nell’immagine dell’uomo crocifisso.
Preghiera
Padre buono, nel silenzio del monte la tua voce ha parlato al cuore: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo”. Ci fermiamo davanti a Te. Metti silenzio nei nostri pensieri, pace nel nostro cuore, attenzione nella nostra vita. Insegnaci ad ascoltare Gesù, Parola viva del tuo Amore, come fece san Francesco,
che seppe riconoscerlo nella luce, nella povertà, nel pane spezzato.
Rendici capaci di ascoltare la tua voce nascosta nelle cose semplici, nei gesti di ogni giorno, nei fratelli che ci sono affidati.
L’impegno: Questa settimana impegniamoci a trovare il tempo per pregare, da soli o in famiglia. Prendiamo in mano il vangelo e scegliamo un brano che ci aiuti in questo momento di intimità per accogliere la luce di Gesù nella nostra vita.